INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE PESCARABRUZZO
PROF. NICOLA MATTOSCIO
(a cura del Dott. Elio Lamparelli per l’Annuario 2006 Abruzzo)
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1)
D. Sig. Presidente, con le iniziative della Fondazione affidata alla sua managerialità è riuscito a salvare i luoghi storici della cinematografia e dello spettacolo. Ci narri in breve l’azione svolta e l’investimento sostenuto.
R. La nostra città ha attraversato alcuni anni fa una fase davvero critica, nel corso della quale sono stati chiusi luoghi memorabili dediti ad ospitare le forme più raffinate della cultura: non solo l’arte cinematografica ma più in generale tutte le arti connesse al mondo dello spettacolo, quali la musica, la danza e le preziose rappresentazioni teatrali. La stessa qualità della vita ne ha risentito nel profondo, quasi fosse stato perpetrato uno sfregio alla storia moderna e contemporanea della città. La Fondazione Pescarabruzzo, nell’alveo degli obiettivi sanciti nel suo statuto, orientati alle utilità sociali in una evoluta welfare society, ha coraggiosamente voluto recuperare e restituire a Pescara quei luoghi storici. Ne è nato un vero e proprio progetto ambizioso: il Pescara Cityplex (www.pescaracityplex.it) che include come asset strategici la caratteristica struttura monumentale del Cinema Teatro Massimo, che comprende ben quattro sale, la platea del Cinema Teatro Sant’Andrea, designata ad essere un tipico spazio cinematografico d’essai, oltre che spazio per il volontariato, nonché il Cinema Teatro Circus, che rappresenta l’ultimo risultato condotto ad un successo profondamente pensato e desiderato. Gli investimenti sostenuti sono stati notevoli ed anche la gestione vede impegnata la Fondazione Pescarabruzzo in un sensibile compito istituzionale per la cultura tutta, nonché per lo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio.
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2)
D. Lei sa bene che senza l’intervento della Fondazione Pescarabruzzo, i teatri ed i cinema sarebbero diventati ginserie o ipermercati e la città non avrebbe avuto più luoghi di aggregazione culturale. Quanti ostacoli ha dovuto superare?
R. La vivibilità di un centro urbano progredito, quale io considero la città di Pescara ed il suo hinterland, entra in rapporto necessariamente anche con una serie di indicatori che vanno a configurare un orizzonte tipico della società della conoscenza e dell’immaterialità che esalta, in primo luogo, il sistema delle relazioni tra le persone in funzione della coesione sociale e delle dinamiche di crescita e di sviluppo. Il territorio cittadino, allo scopo, deve prestarsi ad ospitare una frequentazione delle strade, delle piazze e degli spazi verdi corredati di opportunità culturali che sono i templi laici dove la conoscenza diventa consapevolezza, senso civico, professionalità, come le Università, le Biblioteche, le Librerie e le Mediateche, i Musei, ma anche i Teatri, i Cinema e tutti quei luoghi di aggregazione sociale affini al concetto tratteggiato. È facile osservare per la nostra città di Pescara il serio pericolo di vederla aggredita da alcuni elementi di contemporaneità spesso poveri di cultura vera, che agevolano la conquista commerciale fine a se stessa di un intero territorio, inaridendola piuttosto che contribuendo alla crescita del capitale umano come fattore moderno e vincente del suo sviluppo civile ed economico. Una virtuosa crescita socioeconomica orientata al lungo periodo, all'opposto, è da sempre intrisa di cultura, di ricerca, di istruzione e di formazione di base ed avanzata. Questi sono i settori verso cui si indirizza l’attività della Fondazione da me guidata. A tal proposito, le difficoltà che la Fondazione Pescarabruzzo ha dovuto superare non sono state poche, posto che in ballo c’erano interessi forti che premevano per altre destinazioni delle strutture che oggi costituiscono il Pescara Cityplex. Sono davvero felice di aver raggiunto questo primo iniziale traguardo, anche perché l’iniziativa della Fondazione medesima risulta corrispondente alle numerose aspettative dei cittadini, delle associazioni culturali ed agli indirizzi di politica culturale delle istituzioni locali, con le quali, peraltro, la Fondazione ha convenuto riflessioni ed intendimenti comuni.
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3)
D. La Fondazione ha assunto anche altre iniziative dello stesso genere. Di cosa si tratta? E che cosa ci può dire sul nuovo teatro che i pescaresi attendono con rinnovata passione?
R. L’attività di natura filantropica della Fondazione Pescarabruzzo non si esaurisce nel sostegno alla cultura, ma persegue anche la promozione economica e la ricerca scientifica, favorendo quel valore aggiunto che va a sostanziare particolari tipologie di innovazioni, le quali aiutano a rimodulare le dinamiche della crescita, consolidandole. Siamo stati tra i primi, ad esempio, a credere fermamente nel principio che il nostro territorio deve essere messo in rete con tutti gli sviluppi che la contemporaneità offre alle dinamiche sociali ed economiche, che si veicolano, a tacer d’altro, attraverso la Information & Communication Technology e tutti i fenomeni che qualificano la cosiddetta New Economy. In questo modo, ci apriamo ad un’idea nuova dello sviluppo, fondato sull’economia della conoscenza. Ne rappresenta una piccola, ma significativa testimonianza il nostro progetto che vede nello Spazio Informa Giovani un inedito esperimento che, dati alla mano, ha già colto l’obiettivo di contribuire con efficacia al contrasto di quel fenomeno noto in tutto il mondo come digital divide, posto che dispone di un vero e proprio internet point gratuito. La struttura che ospita tale innovativa esperienza è localizzata presso i restaurati serbatoi idrici che sorgevano sul vecchio reticolo ferroviario della Stazione di Pescara Centrale, destinati al rifornimento delle locomotive a vapore e che, oggi, configura un vero e proprio punto di aggregazione giovanile e di inclusione sociale oltre che di prezioso esempio di recupero e valorizzazione di un significativo elemento di archeologia industriale. Si aggiungono altre azioni volte a promuovere lo spirito imprenditoriale di fasce svantaggiate della popolazione (come gli immigrati con il progetto “Promuoviti”), lo standing internazionale dei giovani ricercatori tramite edizioni di Borse di Studio, di Master, di note Riviste specializzate in varie discipline. Quanto all’idea Teatro per la città di Pescara, dopo aver riscontrato il grande apprezzamento nell’opinione pubblica, addetti ai lavori e cultori, la Fondzione Pescarabruzzo ha ritenuto che tale infrastruttura culturale debba trovare un immediato seguito, orientando in senso operativo il fermento manifestatosi in questi ultimi mesi sull’argomento, proprio grazie al nostro iniziale incitamento istituzionale. Con questo ulteriore impulso offerto al mondo della cultura e, di conseguenza, all’economia intera della città, si vuole solo riaffermare la coerente linea di condotta della Fondazione, circa la ferma volontà di realizzare il Teatro a Pescara, come vera e propria nuova fabbrica nella locale economia della conoscenza, prefigurata anche nell’ipotesi di un distretto culturale urbano.
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4)
D. Lei è un uomo acculturato, Professore Ordinario di Economia Politica all’Università “Gabriele d’Annunzio” ed ha dimostrato di essere un manager di consistente spessore. La prego mi dia una risposta: porrebbe la sua preparazione, la sua esperienza e la sua passione al servizio della città di Pescara o della sua Provincia o dell’intera Regione, anche affrontando la “complessa” strada della politica?
R.Io svolgo già funzioni di servizio sia nell’esercizio della mia attività di docenza e di ricercatore, sia nella mia responsabilità istituzionale. Quello che so fare, tanto o poco che sia, deriva certamente dall’impegno e dai sacrifici personali ma ancora di più dall’investimento che a vario titolo la comunità ha ritenuto di destinare alla mia persona. In queste attenzioni risulto certamente già fortunato. A maggior ragione, dunque, non posso che essere per definizione uomo di servizio le cui modalità di espressione rientrano nei miei doveri non nelle mie preferenze personali.
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